Grazia Deledda, il Braille e il progetto EsaLettura: un ponte tra Cultura, Diritti e Inclusione Nel panorama della letteratura italiana, la scrittrice Grazia Deledda costituisce un vero e proprio pilastro della cultura, oltre a rappresentare un simbolo di emancipazione e determinazione caratteriale che ha improntato i costumi del suo tempo e che riverbera i suoi effetti anche sul panorama dei giorni nostri. Il progetto "Grazia Deledda in EsaLettura", legato alla pubblicazione della raccolta di novelle della scrittrice “Il cedro del Libano“, intende collocarsi nell’ambito di questa tradizione letteraria, sociale e di costume che offre l’opportunità di porre nella massima evidenza, da un lato il tema della valorizzazione del Braille quale veicolo di alfabetizzazione e di crescita umana e culturale delle persone con disabilità visiva, dall’altro, l’obiettivo dell’accessibilità per tutti ai mezzi della cultura e dell’informazione. Il progetto, pertanto, nasce e si sviluppa con un obiettivo chiaro: avvalersi della grandezza letteraria di Grazia Deledda quale veicolo per promuovere esaLettura, ossia un sistema di lettura tramite sei diverse modalità di fruizione di un testo che non costituisce soltanto una opportunità innovativa di gustare e condividere la gioia del leggere, una proposta originale nel campo dell’editoria accessibile, ma si propone anche come mezzo per esaltare la funzione essenziale del sistema Braille quale elemento fondamentale di emancipazione nella vita delle persone non vedenti. EsaLettura, una piattaforma inclusiva di incontro tra persone che si avvalgono di sistemi diversi per leggere e sono in grado così, di condividere un testo proprio grazie a una delle sei modalità differenti di leggerlo: Braille, caratteri ingranditi, Audio, Stampa comune, E-book, video con traduzione LIS (Lingua Italiana dei Segni). L’idea originale innovativa proposta dal progetto è proprio fondata sul desiderio di comunicare oltre ogni possibile barriera sensoriale, di condividere la forza e il fascino della parola scritta mediante sistemi tecnici e tecnologici distinti, ma non alternativi, anzi, ben integrabili tra loro, perché tutti riconducibili a un medesimo fattor comune, cioè il bisogno di leggere, capire, conoscere, condividere, crescere. Insieme. La “Maratona del Braille”, evento emblematico che celebra quest’anno la sua seconda edizione nell’ambito del progetto “Grazia Deledda in EsaLettura”, evidenzia la capacità di tracciare un vero e proprio segno culturale nuovo, in grado di aprire possibilità forse ancora inesplorate per le persone con disabilità visive nel mondo dell’editoria e della letteratura. I responsabili del progetto, quest’anno per la prima volta, hanno voluto affidare la presente breve nota introduttiva a una donna. Questa la ragione fondamentale che mi ha incoraggiato ad accogliere la loro proposta di scrivere una introduzione, convinta che la scelta, per quanto immeritata, non sia casuale o occasionale, ma assuma un carattere profondamente simbolico, non solo per il mio ruolo attuale di vice presidente dell’Unione, la più grande associazione di ciechi e ipovedenti in Italia, ma anche e soprattutto per il mio essere donna, in grado magari di comprendere e avvertire quel senso di “sorellanza” che fiorisce tra donne, legandomi idealmente, in quanto donna, alla scrittrice Sarda, premio Nobel per la letteratura. Grazia Deledda, infatti, come tantissime donne, ha dovuto superare barriere sociali e culturali altissime per affermare il suo talento e le sue doti umane nel mondo della letteratura. Il Premio Nobel ricevuto nel 1926, pertanto, non fu soltanto la consacrazione mondiale del suo talento letterario, ma costituì uno dei tanti segnali forti lanciati da una donna all’intero universo femminile, a dimostrare quanto la determinazione e la volontà siano capaci di superare ogni genere di limitazioni e di sconfiggere i pregiudizi imposti dalle convenzioni sociali dominanti. Braille, inclusione e contributo al femminile, dunque, si intrecciano profondamente nel progetto EsaLettura che attraverso la letteratura continua a promuovere un futuro nel quale la conoscenza, veicolata dalla parola scritta, sia davvero accessibile e garantita a tutti gli esseri umani, a prescindere dalle loro condizioni e convinzioni. Grazia Deledda, con la qualità del suo talento e la forza dell’esempio, quasi fosse il testimonial ideale, ha favorito lo sviluppo del progetto e la sua diffusione nazionale e internazionale, lasciandone apprezzare gli svariati aspetti costitutivi da parte di un pubblico sempre più interessato e coinvolto nel corso degli anni. Un progetto capace di tracciare un segno tangibile lungo il cammino dell’inclusione traendo forza dalle tematiche proposte, di straordinario contenuto sociale, culturale e umano, ma al contempo giovandosi della spinta propulsiva assicurata dal nome di Grazia Deledda. La lettura per tutti non deve rimanere solo un’idea, uno slogan buono per le cerimonie ufficiali; al contrario, essa deve essere declinata come una necessità, una affermazione di diritti di uguaglianza, grazie ai quali la cultura divenga ponte e non ostacolo per edificare un mondo più umano e più giusto. Un sincero ringraziamento agli organizzatori per avermi donato l’occasione di esprimere i miei sentimenti di apprezzamento attraverso queste poche righe e queste semplici parole che mi auguro possano essere apprezzate dai sostenitori del progetto Grazia Deledda in EsaLettura. Grazie di cuore. Linda Legname